Caso Petrillo: Se la democrazia diventa una colpa. L’opposizione s’inventa il “caso” per nascondere il vuoto

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Domenico Panetta
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Di Domenico Panetta
EDITORIALE – C’è un limite sottile tra la cronaca politica e il tentativo maldestro di trasformare la normale dialettica democratica in uno scandalo da prima pagina. Il “caso” sollevato dall’opposizione sul voto favorevole della consigliera di maggioranza Petrillo alla mozione sulla Rottamazione Quinquies (Prot. n. 10583) non è che l’ennesimo capitolo di una strategia politica che arranca, incapace di incidere e costretta ad aggrapparsi a ogni singolo sospiro d’aula.

Perché far passare per un evento eclatante il Sì della Petrillo? D’altra parte è stata votata una mozione a favore dei cittadini. Per chi è abituato alle dinamiche del centrodestra locale, dove il diktat del “capobastone” di turno è legge e il dissenso è punito, vedere un consigliere di maggioranza esprimersi secondo coscienza appare come un’anomalia.

In realtà, è l’esatto opposto: è l’esercizio del principio democratico. Questa amministrazione ha dimostrato, ancora una volta, di non essere un “gregge” guidato da un pastore, ma un laboratorio di confronto dove la libertà di pensiero non è un optional, ma un valore fondante e comunque sembra di capire che l’intera amministrazione è in sintonia.

Sembra Il “teatrino” degli audio e la caccia alle streghe. L’opposizione, guidata dai consiglieri Evangelista, Sebastianelli e Incagnoli, sembra ormai aver perso la bussola. Durante il Consiglio Comunale del 27 marzo, si è arrivati a diffondere l’audio in cui la Presidente Di Rollo chiede semplicemente: “La Petrillo ha votato sì?”.
Una domanda tecnica, naturale durante lo spoglio di una votazione, che è stata strumentalizzata per dipingere un quadro di presunta tensione. Ma la verità è più semplice:
• L’opposizione fa il suo mestiere male, e i cittadini iniziano a rendersene conto.
• La maggioranza è compatta sui grandi temi (come dimostrato dal parere favorevole alla mozione sui termovalorizzatori), ma lascia spazio alla valutazione individuale sui regolamenti tecnici.

“Siamo abituati a vedere consiglieri che sottostanno agli ordini. Quello che l’opposizione propone non è democrazia, è sottomissione. Noi scegliamo la libertà.” L’invito ai lettori e agli elettori è a una riflessione profonda. Da una parte c’è chi governa con il confronto, accettando che una consigliera possa votare a favore di una definizione agevolata delle cartelle esattoriali se lo ritiene giusto per i cittadini. Dall’altra c’è una coalizione che si definisce “civica” ma che risponde alle vecchie logiche di partito.

Il finale di questa storia è già scritto: l’intera opposizione si riunirà, come da tradizione pre-elettorale, nelle sale del solito Hotel Edra. Lì, sotto lo sguardoe del solito “capobastone”, verranno decise le linee guida a cui tutti dovranno obbedire senza fiatare.
I cittadini dovranno scegliere: preferite chi amministra con democrazia o chi sceglie la strada del “gregge” che segue il pastore? La risposta, a guardare i fatti di ieri, appare scontata.

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