Crisi Stellantis, l’allarme di Grossi alla Direzione Nazionale PD: «Il Lazio Meridionale è allo stremo

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Domenico Panetta
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L’affondo di Danilo Grossi in Direzione Nazionale: famiglie senza reddito e lo spettro della criminalità organizzata su un territorio abbandonato dal Governo.

di Domenico Panetta

Roma – La crisi Stellantis smette di essere solo una fredda statistica industriale e irrompe con tutta la sua carica sociale nel cuore del dibattito politico nazionale. Durante l’ultima Direzione del Partito Democratico, Danilo Grossi ha trasformato il suo intervento in una testimonianza cruda della realtà che sta soffocando il Lazio Meridionale, parlando direttamente alla segretaria Elly Schlein e ai massimi vertici del partito.

Il quadro descritto è quello di un territorio che sta scivolando verso un impoverimento senza precedenti. Tra le province di Frosinone, Latina e Caserta, le giornate di lavoro dall’inizio dell’anno sono state pochissime, lasciando migliaia di operai e lavoratori dell’indotto in una condizione di precarietà estrema. Grossi ha lanciato un allarme pesante, sottolineando come molte famiglie siano ormai sull’orlo del baratro economico, costrette a indebitarsi anche solo per garantire le necessità primarie ai figli. In questo vuoto lasciato dalla produzione e dalle istituzioni, il rischio denunciato con forza è quello di un’area che diventa terreno fertile per la criminalità organizzata.

Il dito è puntato contro il Governo, definito assente e privo della necessaria autorevolezza per gestire una vertenza di questa portata. Grossi non ha risparmiato critiche feroci al Ministro Adolfo Urso, ricordando come, mentre il polo industriale di Cassino agonizza, la gestione delle crisi appaia distaccata e inadeguata alla gravità del momento. Dopo la grande mobilitazione che ha visto sindacati e sindaci scendere in piazza uniti, il territorio attende ora risposte concrete che vadano oltre le promesse e affrontino finalmente le responsabilità di Stellantis.

Questa battaglia rappresenta per Grossi anche un bivio fondamentale per l’identità del Partito Democratico. Secondo l’esponente dem, il tempo dei dibattiti autoreferenziali sulle primarie o sugli equilibri di coalizione è scaduto. La politica deve tornare a occuparsi dei problemi reali che colpiscono milioni di persone, come l’impennata dei prezzi dei beni di prima necessità, il caro benzina e, soprattutto, la salvaguardia dei sistemi produttivi nazionali. L’impegno promesso è quello di una mobilitazione totale a ogni livello, da quello regionale a quello europeo, per riportare il lavoro al centro dell’agenda politica e difendere un territorio che non può e non deve essere lasciato solo.

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