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di Domenico Panetta
BRUXELLES – Il futuro della Groenlandia resta saldamente ancorato alla Danimarca, almeno per quanto riguarda l’agenda ufficiale della NATO. Il Segretario Generale dell’Alleanza Atlantica, Mark Rutte, ha spento le speculazioni riguardanti possibili passaggi di sovranità dell’isola artica a seguito del suo recente incontro con il presidente statunitense Donald Trump.

Interpellato da Fox News sulla possibilità che la Groenlandia possa cambiare assetto istituzionale o passare sotto l’influenza diretta di Washington, Rutte è stato categorico: la questione della sovranità non è stata sollevata durante il faccia a faccia.
“L’argomento non è stato discusso con il presidente”, ha chiarito Rutte, sottolineando come il focus del dialogo fosse di natura esclusivamente strategica e militare.
A stretto giro è intervenuto anche un portavoce della NATO, ribadendo la linea dell’organizzazione: “Non è stato proposto alcun compromesso sulla sovranità”. Una precisazione necessaria per rassicurare Copenaghen e gli alleati europei, dopo che in passato l’amministrazione Trump aveva manifestato interesse per l’acquisto del territorio.

Se la bandiera sulla Groenlandia non è in discussione, lo è invece la sua sicurezza. Rutte ha spiegato che la priorità di Trump e della NATO è la protezione di una regione vasta e sempre più contesa. L’interesse del Pentagono e degli alleati si concentra su tre fattori critici:
1. Cambiamenti climatici: Lo scioglimento dei ghiacci sta aprendo nuove rotte commerciali e rendendo accessibili risorse naturali precedentemente protette.
2. Presenza Russa: Mosca sta intensificando la militarizzazione delle sue coste artiche, riaprendo basi dell’era sovietica.
3. Influenza Cinese: Pechino si è autodefinita uno “Stato quasi-artico”, investendo in infrastrutture e ricerca per garantirsi un posto al tavolo delle decisioni polari.

La Groenlandia ospita già la Base spaziale di Pituffik (ex Thule Air Base), un tassello fondamentale per il sistema di allerta precoce contro i missili balistici e per la sorveglianza spaziale degli Stati Uniti. Per la NATO, l’isola rappresenta la “porta d’accesso” al Nord Atlantico: garantirne la stabilità senza scossoni diplomatici con la Danimarca appare, al momento, la strategia prioritaria per mantenere la coesione del fronte occidentale.






