Lega, terremoto politico: Matteo Salvini si dimette da segretario dopo 13 anni. Con lui lasciano Sardone, Durigon e Stefani

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Il Consiglio federale del partito segna la fine di un’era. Il leader del Carroccio si fa da parte in vista del congresso straordinario ed elettivo. La guida provvisoria affidata al tesoriere Alberto Di Rubba.

Roma — Un fulmine a ciel sereno o una mossa strategica annunciata? Fatto sta che la notizia è destinata a ridisegnare gli equilibri politici del Paese. Durante il Consiglio federale della Lega, Matteo Salvini ha rassegnato le proprie dimissioni da segretario federale, chiudendo un ciclo durato ben tredici anni alla guida del partito. Lo stesso leader uscente ha voluto precisare che l’avvicendamento era «già da tempo concordato e previsto».

Insieme a Salvini, lasciano contestualmente gli incarichi anche i vicesegretari del movimento: Claudio Durigon, Silvia Sardone e Alberto Stefani.

Verso il Congresso straordinario

In una nota ufficiale diffusa al termine della riunione, il partito ha chiarito la natura del provvedimento, definendolo «un passaggio necessario in vista del Congresso straordinario del partito, per procedere a un congresso elettivo» volto a rinnovare la classe dirigente e la linea politica del Carroccio.

Nelle more del congresso e fino alla nomina del nuovo vertice, la gestione transitoria del movimento è stata affidata al tesoriere Alberto Di Rubba, il quale è stato designato vicesegretario vicario per guidare la Lega in questa delicata fase di transizione.

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