- Truffa alla Villa Comunale di Cassino: 7 avvisi di garanzia, il Comune è parte lesa - 11 Giugno 2026; 14:15
- IL CASO EVANGELISTA / Dimissioni rigettate? Un teatrino politico. Ecco perché quel foglio WhatsApp è solo carta straccia - 10 Giugno 2026; 16:15
- SAN GIORGIO A LIRI / L’ex sindaco annuncia la nascita di un comitato e di una sede fisica nel cuore del paese - 10 Giugno 2026; 15:30
Cassino – La crisi dello stabilimento Stellantis di Cassino approda con forza sui tavoli della politica regionale. La consigliera del Partito Democratico, Sara Battisti, ha lanciato un appello urgente affinché la Regione Lazio esca dall’immobilismo e affronti quella che definisce una vera e propria emergenza sociale per l’intero territorio.

In una nota ufficiale, l’esponente dem ha ribadito la necessità di convocare un’assise straordinaria prima della scadenza del 21 maggio. La richiesta, presentata congiuntamente alle altre forze di minoranza, punta a portare il caso Cassino al centro del dibattito istituzionale proprio mentre il fronte della protesta si allarga a livello nazionale. Battisti ha infatti sottolineato l’azione della segretaria Elly Schlein e dei deputati PD, che alla Camera hanno incalzato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, definendo l’esecutivo attuale “inerme” di fronte al declino produttivo del sito laziale.

La situazione descritta dalla consigliera è estremamente preoccupante e in costante peggioramento. Il drastico calo della produzione, il ricorso sistematico alla cassa integrazione e la totale assenza di certezze sul futuro stanno mettendo a dura prova non solo i lavoratori diretti, ma anche le migliaia di famiglie legate all’indotto. Secondo la Battisti, non ci troviamo di fronte a una crisi ordinaria, bensì a una sfida strategica per la tenuta industriale della regione.

Per queste ragioni, la consigliera sollecita la Regione Lazio ad assumere un ruolo attivo e responsabile, favorendo un confronto reale che coinvolga il Governo, i vertici aziendali, le parti sociali e i territori coinvolti. L’obiettivo è ottenere risposte concrete e un piano industriale che offra una visione di sviluppo a lungo termine. Il monito finale è chiaro: il tempo delle attese è ormai esaurito e occorrono decisioni immediate per tutelare l’occupazione e il futuro dell’automotive laziale.





