Lo avevamo scritto ed è accaduto: la presidenza sarà ricordata per aver fatto retrocedere il cassino calcio

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Domenico Panetta
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Cassino – Il giorno peggiore è arrivato. Non ci sono più calcoli da fare, né speranze a cui aggrapparsi. Il triplice fischio finale dello stadio ha sancito un verdetto che, purtroppo, non ci coglie di sorpresa. Avevamo lanciato l’allarme, avevamo descritto la traiettoria di una caduta annunciata, e oggi, con una rabbia che fende l’aria, dobbiamo solo registrare l’accaduto. Il Cassino Calcio perde 0-2 contro il Valmontone ed è ufficialmente retrocesso in Eccellenza.

Non c’è spazio per le scuse. Questo non è un incidente di percorso, è il culmine di una gestione fallimentare. Da settimane descrivevamo una squadra priva di anima, una società assente e una direzione tecnica confusa. I segnali c’erano tutti, chiari e inequivocabili. Ma l’arroganza e l’incapacità di leggere la realtà hanno portato a questo disastro. Lo avevamo scritto, nero su bianco, che la strada intrapresa avrebbe portato al baratro. E il baratro è arrivato.

Ora, a chi ha avuto la responsabilità di guidare questa squadra, di prendere le decisioni, spetta un solo, amaro destino: sarete ricordati per aver fatto retrocedere il Cassino Calcio. Il vostro nome rimarrà legato a questa pagina nera, a questo tradimento verso una piazza che meritava rispetto e dedizione. Avete calpestato la passione di migliaia di tifosi, avete ignorato l’appello di una città. Non si tratta solo di una sconfitta sportiva, ma di una ferita profonda all’orgoglio di una collettività.

Mentre il cielo sopra Cassino si fa cupo, come a rispecchiare il dolore che attraversa la città, la tifoseria azzurra si chiude nel lutto. L’ironia amara dei “manifesti funebri” che già circolano via whatsapp è la  valvola di sfogo per una rabbia che fatica a trovare le parole. Ma non ci si può fermare al dolore. È necessario che chi ha portato a questo disastro ne risponda. La città ha il diritto di sapere, di capire le ragioni di un tale fallimento.

Il futuro è un’incognita. Ricostruire dopo un tale crollo richiede competenza, umiltà e, soprattutto, un profondo amore per questi colori. Tutte qualità che sono mancate drasticamente in questa stagione. Il Cassino Calcio non merita questa fine, ma chi ha avuto il potere di cambiarla l’ha scelta consciamente. E per questo, sarete ricordati.

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