- Tutti a fare il pieno (soprattutto di panico) - 21 Ottobre 2026; 19:00
- Cassino, follia al parco Baden Powell: rapina col coltello e caccia agli agenti, due in carcere - 21 Ottobre 2026; 16:27
- Cassino – L’affondo di Terranova su Acea. «Bollette salate e perdite d’acqua per strada, ora basta disservizi» - 21 Ottobre 2026; 11:00
L’editoriale del direttore
Ci risiamo. Ogni volta che in Medio Oriente volano i soliti razzi e si riaprono i soliti baratri, la liturgia è scritta da trent’anni: sirene spiegate, talk-show in fibrillazione permanente, esperti in passerella e l’immancabile corteo dei soliti noti a vaticinare l’Apocalisse. “Arriva il più grande shock petrolifero della storia!”, tuonavano in coro le vestali del libero mercato. “La benzina a cinque euro al litro! L’inflazione alle stelle! La fine della civiltà occidentale per come la conosciamo!”.
Poi passa il primo mese, passa il secondo, passa il terzo. E indovinate un po’? Lo shock non arriva. La benzina non schizza alle stelle e il mercato globale — quell’entità metafisica davanti a cui i nostri ministri si genuflettono tre volte al giorno — continua tranquillamente a respirare. Com’è potuto succedere, visto che lo stretto di Hormuz è sbarrato e le riserve americane bastano a stento a coprire la merenda di Washington?
Mistero. Anzi, miracolo.

I nostri fini geopolitici da salotto si sono subito messi a cercare la risposta sotto i riflettori di Capitol Hill o tra i dossier della Commissione Europea. Salvo poi scoprire — con il consueto e comico ritardo — che la chiave di tutto non stava a Washington, e tantomeno a Bruxelles. Stava a Pechino.
Eh già. Perché mentre l’Occidente si dedicava all’unica arte in cui eccelle — il dibattito morale e la proclamazione di sanzioni a gettito continuo — la Cina faceva la sola cosa che sa fare davvero bene: i conti. I dati, quelli veri, raccontano una storietta deliziosa che nessuno sui giornaloni vi spiegherà mai fino in fondo. Il mercato mondiale vive su un equilibrio tiratissimo: circa cento milioni di barili prodotti e consumati al giorno. Se ne togli una fetta, crolla tutto. Ebbene, negli ultimi tre mesi, Pechino ha tagliato i suoi acquisti di quasi il 40%. Così, da un giorno all’altro. Risultato? Milioni di barili “liberati” e lasciati a disposizione di un Occidente con l’acqua alla gola.
Un gesto di generosità filantropica del compagno Xi Jinping? Un improvviso attacco di ecologismo del Partito Comunista? Ma non fatemi ridere.
Per capire il trucco bisogna fare un salto indietro al 2025. Mentre da noi i geni del sanzionismo applicato passavano le giornate a stilare liste nere contro Mosca e Teheran, la Cina comprava il loro greggio a prezzi di saldo. Petroldollari? Ma quando mai: petroliere ombra con i transponder spenti e pagamenti sonanti in yuan. Le sanzioni ideate a Washington per stritolare l’economia dei “Paesi canaglia” hanno ottenuto un unico, formidabile capolavoro tattico: hanno riempito fino all’orlo i serbatoi strategici cinesi. Oltre un miliardo di barili stipati in silenzio, pronti all’uso.

E quando la crisi è esplosa, Pechino non ha avuto bisogno di mandare le navi da guerra o di minacciare ritorsioni. Gli è bastato fare la cosa più banale del mondo: chiudere il portafoglio. Invece di far salire i prezzi chiudendo i rubinetti — come fecero gli arabi nel 1973 — la Cina ha controllato il mercato globale semplicemente smettendo di comprare.
C’è chi dice che l’abbia fatto per il “dilemma di Malacca”, per paura che un domani gli Stati Uniti le blocchino i rifornimenti aerei e navali a Taiwan. C’è chi dice che sia stato un puro esercizio di muscoli per mostrare chi comanda davvero sulle materie prime. La verità è che non importa la risposta: importa la lezione.
Mentre la NATO e l’Unione Europea continuano a fare la figura degli utili idioti che approvano pacchetti di sanzioni solo per vederseli ritorcere contro, la Cina ha dimostrato com’è fatto il potere vero nel XXI secolo. Non fa rumore, non va nei talk-show, non scrive editoriali indignati. Semplicemente si sposta. E mentre noi guardavamo il dito, Pechino si era già comprata la luna.
©️dossierquotidiano.it






