Attacchi hacker nei supermercati UE: frigoriferi in tilt, cibo sprecato e allarme sicurezza

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Domenico Panetta
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Frigoriferi fuori controllo, temperature dei congelatori schizzate improvvisamente a +50°C e tonnellate di cibo irreparabilmente sprecato. È lo scenario  preoccupante che si è verificato di recente in decine di supermercati in Belgio, colpiti da una serie di attacchi informatici mirati ai sistemi centralizzati di refrigerazione.

Un’ondata anomala che non si è limitata al territorio belga: problemi tecnici analoghi e riconducibili alla stessa matrice si sono registrati anche in Svezia, Estonia, Lussemburgo e Irlanda. Un campanello d’allarme che segue da vicino un episodio analogo avvenuto in Francia lo scorso 12 ottobre.

La risposta di Bruxelles non si è fatta attendere. Interpellata sulla vicenda, la portavoce della Commissione per l’Agricoltura, Bogey, ha confermato che l’Unione Europea è pienamente “a conoscenza di questi incidenti” e ha sottolineato la gravità della situazione con parole inequivocabili:

“Questi incidenti dimostrano che gli attacchi informatici possono colpire direttamente la vita quotidiana dei cittadini.”

L’episodio sposta prepotentemente l’attenzione sulla sicurezza informatica delle infrastrutture critiche commerciali. Se finora il cybercrime veniva associato principalmente al blocco di siti web, al furto di dati o ai ransomware finanziari, la vulnerabilità dei sistemi di Internet of Things (IoT) e della gestione climatica nei supermercati apre una crepa inedita.

Manomettere i sistemi di refrigerazione da remoto non significa soltanto causare ingenti danni economici dovuti alla distruzione delle derrate alimentari, ma rischia di compromettere la sicurezza della catena di approvvigionamento alimentare, colpendo direttamente il consumatore finale e mettendo a nudo la fragilità tecnologica della grande distribuzione organizzata europea.

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