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Nelle righe che seguono, Mario Costa affida alle pagine di un’ideale lettera aperta il ricordo vivido dell’amico ed ex preside Peppino Grossi. A quasi un anno dalla sua scomparsa, le parole ripercorrono il legame profondo con l’intellettuale cassinate, intrecciando l’affetto per l’uomo, la memoria dei suoi scritti e l’atmosfera estiva di una città che si prepara a vivere il rito tradizionale dell’incoronazione dell’Assunta.
di Prof. Mario Costa
Caro Peppino,
è passato quasi un anno da quando ci hai lasciato, eppure la tua figura continua ad abitare questa città con la stessa forza di sempre. Il tuo ricordo non si è spento, né si è neppure attenuato: è rimasto impresso tra le strade della tua Cassino e tra le mirabili pagine che ci hai regalato, custodi intelligenti del tuo sguardo libero e profondo.
Siamo in agosto. Un agosto strano, afoso, segnato da un clima particolarmente caldo, da giornate torride che sembrano rallentare ogni cosa. Le cose cambiano, la città si trasforma, e non tutto è rimasto come un tempo. Ma sai qual è la verità? Penso che se tu fossi qui, oggi stesso, faresti un bel respiro, sorrideresti con quell’ironia sottile e discreta che ti apparteneva e confermeresti con convinzione quel titolo dato ad una raccolta dituoi scritti: “Cassino, ad agosto, non è brutta”.

Sì, rifaresti lo stesso titolo a quella fortunata pubblicazione perché per te questa città non è mai stata una questione di stagione o di sempliceclima. Era il punto fisso del tuo mondo, la terra da cui non avevi bisogno di allontanarti perché conteneva già tutto. In questo mese, mentre altrove le città si svuotano e si spengono, Cassino continua a vivere dell’abbraccio di chi torna, del rientro di chi vive lontano o all’estero e ritrova qui la propria radice. Un incrocio di storie e di volti che tu sapevi cogliere con straordinaria maestria, trasfigurando la cronaca e la quotidianità in qualcosa di eterno e affettuoso.
Siamo ormai nella settimana che porta al 14 agosto, il giorno della cerimonia dell’incoronazione della Madonna Assunta. E’ un momento particolarmente sentito da tutta la comunità, un rito antico e partecipato. Tu, pur non essendo particolarmente religioso, a questo appuntamento non sei mai voluto mancare. Fino a che ti è stato possibile, sei stato sempre lì, sotto la Rocca in questo giorno vigilia di Ferragosto, partecipe al rito dell’Incoronazione. Un po’ appartato, in silenzioso rispetto, a testimoniare con la tua presenza costante l’appartenenza passionale a questo popolo e alle sue tradizioni più vere.
Oggi ci mancano le tue parole esatte, la tua capacità di guardare alla nostra realtà con uno sguardo al tempo stesso benevolo e disincantato, capace di graffiare senza mai perdere l’umanità. Manca la tua presenza fisica tra noi. Ma quando camminiamo per la città in questi giorni d’estate, ci sembra ancora di scorgere il tuo passo e di sentire la tua voce che ci ricorda di guardare oltre le apparenze. Il tuo ricordo rimane una presenza viva che non si affievolisce.
Cassino continua a vivere, Peppino, e finché la ricorderemo attraverso le tue impareggiabili descrizioni e attraverso i tuoi occhi “non sarà mai brutta”.
Con immutato affetto e nostalgia.
Mario Costa






