Truffa alla Villa Comunale di Cassino: 7 avvisi di garanzia, il Comune è parte lesa

Tempo di lettura: 2 minuti
Domenico Panetta
Seguimi

Cassino – Dopo mesi di dubbi, indiscrezioni e polemiche sullo stato in cui versava l’area verde della città, la verità comincia finalmente a emergere. I lavori di riqualificazione della nuova Villa Comunale di Cassino sono finiti al centro di una pesante inchiesta giudiziaria per truffa. Il Giudice per le Indagini Preliminari (Gip) ha infatti emesso 7 avvisi di garanzia, scoperchiando un presunto sistema di irregolarità che ha danneggiato direttamente l’amministrazione locale e la cittadinanza.

Cassino Birra 2026

Le indagini, attualmente in pieno svolgimento, vedono coinvolte sette persone  operanti in un asse geografico che unisce Lazio, Molise e Campania. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la ditta appaltatrice avrebbe consegnato un’opera non conforme ai patti e agli standard qualitativi previsti dal bando, traendo in inganno l’ente pubblico.

Per mesi i cittadini di Cassino si erano interrogati sulle reali condizioni della Villa, evidenziando criticità e ritardi. Oggi quei sospetti hanno trovato un riscontro nell’attività della magistratura.

L’amministrazione comunale di Cassino, guidata dal sindaco Enzo Salera, segue da vicino l’evoluzione del caso. Dal palazzo municipale filtra una linea di totale fermezza: qualora l’inchiesta dovesse sfociare in un processo, il Comune si costituirà ufficialmente parte civile  per tutelare gli interessi della comunità e chiedere il risarcimento di tutti i danni materiali e d’immagine subiti.

Nel frattempo, la macchina giudiziaria ha preso i primi provvedimenti per mettere in sicurezza l’area. La custodia giudiziaria della Villa Comunale è stata ufficialmente affidata proprio al primo cittadino, Enzo Salera, che da questo momento ne diviene il custode legale per conto della magistratura.

Condividi l'articolo!