Interrogazione sulla riattivazione e ampliamento della discarica di Roccasecca: preoccupazioni ambientali e responsabilità ministeriali

Tempo di lettura: < 1 minuto

ILARIA FONTANA. — Al Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica. — Per sapere – premesso che:

   la discarica di Roccasecca (Frosinone) in località Cerreto è in funzione sin dall’emergenza rifiuti dei primi anni 2000, con ordinanza commissariale n. 2 del 28 novembre 2002 che ne ha autorizzato l’esercizio del primo invaso da 100 mila metri cubi;

   la discarica di Roccasecca ha subito nel tempo una serie di ampliamenti, che hanno portato alla volumetria attuale che supera i 3 milioni di metri cubi;

   il Piano regionale di gestione dei rifiuti (Prgr) del Lazio stabilisce la progressiva riduzione del ricorso alla discarica, l’obbligo di monitoraggio annuale dei flussi e l’aggiornamento costante del quadro impiantistico da parte della regione;

   la discarica in oggetto è stata chiusa per esaurimento di volumetrie;

   secondo articoli di stampa del 4 luglio 2025 sono ripresi i lavori di movimentazione terra sul sito, preludio a un possibile riavvio o ampliamento dell’impianto, con conseguente preoccupazione delle comunità locali;

   l’articolo 206-bis del decreto legislativo n. 152 del 2006 recita al comma 1 che «Al fine di garantire l’attuazione delle norme di cui alla parte quarta del presente decreto con particolare riferimento alla prevenzione della produzione della quantità e della pericolosità dei rifiuti ed all’efficacia, all’efficienza ed all’economicità della gestione dei rifiuti, degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio, nonché alla tutela della salute pubblica e dell’ambiente, il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare svolge, in particolare, le seguenti funzioni: a) vigila sulla gestione dei rifiuti, degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio» –:

   se sia a conoscenza dei fatti riportati in premessa;

   quale sia l’esito dell’eventuale attivazione dei poteri conferiti al Ministero ai sensi dell’articolo 206-bis del decreto legislativo n. 152 del 2006 in riferimento a quanto esposto in premessa.

 

Condividi l'articolo!