Montecassino accoglie il Cardinale Pizzaballa: un ponte di pace tra l’Europa e Gerusalemme

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Redazione Dossier Quotidiano
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Montecassino – L’Abbazia di Montecassino si prepara a vivere un momento di altissimo valore simbolico e spirituale. Il prossimo 10 luglio, il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme, salirà sul sacro monte per ricevere personalmente il premio internazionale “Pacis Nuntius”. La conferma della sua presenza, arrivata in questi giorni, trasforma un auspicio nato mesi fa in un evento di rilievo globale, che vedrà il porporato soggiornare in monastero fino all’11 luglio, partecipando alla solenne celebrazione dei Primi Vespri.

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L’incontro rappresenta il culmine di un dialogo iniziato lo scorso marzo, in occasione delle celebrazioni per il transito di San Benedetto. In quella circostanza, il Cardinale Pizzaballa, impossibilitato a lasciare la Terra Santa a causa della complessa situazione bellica, si era collegato in videoconferenza con la comunità monastica. Proprio durante quel drammatico resoconto sulla condizione in Palestina, l’Abate Dom Luca Fallica aveva annunciato l’assegnazione della prima edizione del premio, istituito per promuovere un impegno concreto per la concordia tra i popoli e per inaugurare ufficialmente il percorso verso i 1500 anni della fondazione dell’Abbazia.

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Il nome scelto per il riconoscimento, “Pacis Nuntius”, evoca profondamente la storia e l’identità del luogo. Si tratta infatti di una citazione diretta della lettera apostolica con cui, il 24 ottobre 1964, Papa Paolo VI proclamò San Benedetto Patrono d’Europa. Scegliendo Pizzaballa come primo destinatario, la comunità monastica ha voluto premiare una figura di immenso spessore umano, capace di testimoniare la pace cristiana come fondamento indispensabile per la tutela della vita, anche nei contesti più difficili.

Nelle motivazioni del premio emerge chiaramente la volontà dell’Abbazia di sostenere il lungo e complesso cammino intrapreso dal Patriarca. Per Dom Luca Fallica, il Cardinale rappresenta l’emblema di una Chiesa che non rinuncia a lottare contro ogni forma di violenza e che si fa garante della dignità umana. L’evento del 10 luglio segna dunque un passo decisivo nel progetto di internazionalizzazione di Montecassino, che torna a proporsi al mondo come faro di spiritualità e centro di irradiazione per un nuovo messaggio di fratellanza universale.

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