Cassino, immobili confiscati diventano “Case della Semiautonomia”: l’ultimo passo verso la libertà delle donne

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Domenico Panetta
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Firmato il contratto con l’associazione “Risorse Donna”. Due nuove strutture completeranno la rete di sostegno, offrendo un “ponte” verso l’indipendenza abitativa e lavorativa.

di Domenico Panetta 

CASSINO – Il percorso di rinascita per le donne vittime di violenza a Cassino segna una tappa decisiva. Con la firma del contratto di concessione in comodato gratuito all’associazione Risorse Donna, l’Amministrazione comunale ha ufficialmente completato l’ultimo step amministrativo per l’apertura di due nuove case della semiautonomia.

Le strutture, nate dal recupero di immobili confiscati alla criminalità, rappresentano l’anello mancante in una rete cittadina pensata per accompagnare le donne dall’emergenza alla totale indipendenza.

L’assessora alle Pari Opportunità, Mariaconcetta Tamburrini, ha delineato chiaramente la funzione sociale di questo progetto: non più solo accoglienza d’urgenza, ma un vero e proprio trampolino di lancio.

“Le case della semiautonomia fungeranno da ‘ponte’ tra l’accoglienza iniziale delle case rifugio e l’autonomia completa. Saranno spazi di co-housing dove, con il supporto di psicologi ed educatrici, l’obiettivo sarà il reinserimento sociale e lavorativo.”

L’assessora ha poi rivendicato la continuità di un impegno che dura da sette anni: “Fin dal primo insediamento, abbiamo messo il contrasto alla violenza di genere in cima alle priorità, lavorando fianco a fianco con le associazioni del territorio, realtà fondamentali per competenza e dedizione.”

Per Serena Di Carlo, presidente di Risorse Donna, l’attivazione di queste strutture è un tassello fondamentale per chiudere il cerchio del sostegno. L’obiettivo non è solo proteggere, ma rendere la donna nuovamente padrona della propria vita attraverso:

• Percorsi personalizzati di uscita dalla violenza.

• Rafforzamento dell’autonomia economica e lavorativa.

• Soluzioni abitative stabili e protette.

Il sindaco Enzo Salera ha espresso grande soddisfazione, sottolineando come l’utilizzo sociale dei beni confiscati sia un marchio di fabbrica della sua amministrazione sin dal 2019. 

Il primo cittadino ha evidenziato come le nuove Case della Semiautonomia vadano a completare una vera e propria “filiera” di servizi pubblici nati dal recupero della legalità. Oggi, infatti, il patrimonio dei beni confiscati a Cassino ospita realtà eterogenee e vitali: dal Palazzo della Cultura ai depositi del settore manutenzione, fino alla Casa Rifugio per l’emergenza. A questi si sono aggiunti recentemente la “Stazione di posta”, centro dedicato alle persone in stato di povertà estrema, e ora le strutture per la semiautonomia.

“Abbiamo saputo reperire finanziamenti e realizzare progettualità a servizio delle fasce deboli,” ha dichiarato Salera. “Alle volontarie di Risorse Donna va il ringraziamento dell’Amministrazione e della comunità per il prezioso lavoro di reinserimento che svolgeranno in queste nuove strutture.”

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