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Cassino – Passione, rigore storico e una profonda emozione collettiva. Sono gli ingredienti che hanno decretato il successo dell’ultimo appuntamento del “Casinum Festival”, il prestigioso progetto culturale nato grazie alla vittoria di un bando della Regione Lazio. Un’iniziativa ambiziosa, capace di coniugare la valorizzazione del territorio alla memoria e alla grande arte, che ha lasciato un segno profondo nel pubblico cittadino.

Dietro la macchina organizzativa c’è un lungo e meticoloso lavoro sinergico, rivendicato con orgoglio dall’assessore alla cultura di Cassino, Gabriella Vacca. Il progetto, partito lo scorso anno, è stato infatti costruito passo dopo passo con una forte attenzione storica e culturale dall’assessorato, insieme a Grazia Tomasso e a tutto l’ufficio cultura.
Fondamentale, per la riuscita dell’evento, è stata la collaborazione con la Pro Loco di Cassino e con i tanti professionisti e referenti del panorama locale che hanno prestato la loro opera, tra cui Paolo Iovine, Fortunato Redi, Lina Epino, Valente, Erminia Veglia e Alessandro Minci.
L’assessore Vacca non ha nascosto la forte commozione per il risultato finale:
«Uno spettacolo che avevamo già pensato così bello… ma vederlo realizzato dà ancora più emozione e respiro al cuore. Questa è la passione che ci anima!»

Il successo della manifestazione ha visto il convinto supporto e la vicinanza dell’intera amministrazione comunale. Nelle sue dichiarazioni, l’assessore ha voluto rivolgere un ringraziamento speciale al sindaco Enzo Salera, a Edilio Terranova, Michele Di Lonardo, Jole Falese e Giovanna Grossi, figure chiave che hanno sostenuto e condiviso questo percorso di crescita culturale.
Il momento più toccante e suggestivo della serata è stato però affidato all’arte della danza. L’assessore Vacca ha tributato un plauso speciale e colmo di gratitudine alle bravissime ballerine salite sul palco. Con la loro intensa interpretazione, l’auspicio e l’augurio della vigilia si sono trasformati in realtà: far sì che il racconto artistico e la storia del territorio diventino “Memoria viva”, impressa soprattutto nelle menti e nei cuori delle nuove generazioni.







