Cassino, una città tra passato e presente raccontata attraverso il Photovoice dai giovani del Centro Diurno di Salute Mentale

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di Prof. Mario Costa 
Cosa significa abitare una città segnata dalla storia, dalle ferite della guerra e dalla fatica della ricostruzione? E, soprattutto, come possono i luoghi della nostra quotidianità trasformarsi in spazi di cura, di incontro e di riscatto?

A queste domande profonde ha risposto il bel convegno di ieri pomeriggio nella sala “Restagno” del nostro Comune, un appuntamento che ha segnato la conclusione del progetto “Cassino tra passato, presente e futuro”, promosso dal Centro Diurno del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL di Frosinone, in collaborazione con le associazioni del territorio “Dike” e “Città Futura”.

Il cuore pulsante dell’iniziativa, avviata nel luglio del 2025, risiede nell’uso del Photovoice: una metodologia innovativa che unisce la fotografia alla narrazione personale. I giovani del Centro Diurno, affiancati da operatori, specialisti e psicologi ambientali, hanno vestito i panni di narratori e custodi della memoria urbana. Non si è trattato di una semplice esposizione di scatti turistici, ma di un vero e proprio esercizio di cittadinanza attiva. Le fotografie e le didascalie poetiche nate da questo percorso restituiscono l’immagine di una Cassino vissuta attraverso sguardi inediti: un luogo in cui il passato doloroso — tramandato dai nonni e custodito nel profondo della comunità — dialoga costantemente con il presente.

E’ stato ricordato e sottolineato durante gli interventi che non esiste futuro senza la consapevolezza del passato; così come le testimonianze e la memoria collettiva trasformano il trauma in un patrimonio comune e universale.

E’ stato, opportunamente, richiamato, inoltre, a più riprese il valore dell’inclusione e della riabilitazione. Il convegno ha evidenziato, infatti,come la salute mentale non possa essere disgiunta dal contesto sociale e urbano in cui le persone vivono. Come spiegato dagli specialisti dell’Asl e del Centro di Salute Mentale, la cura efficace richiede continuità terapeutica e un’integrazione profonda tra clinica, riabilitazione e socialità. Ma l‘obiettivo ultimo non è, né può essere, la semplice “guarigione” clinica, ma l’emancipazione e la costruzione sociale della persona.

In questa direzione si sono mosse le parole dell’assessore Gabriella Vacca, che ha rimarcato l’importanza di una cultura capace di “camminare nelle strade”, accogliendo l’idea di integrare le riflessioni e i testi dei ragazzi nei luoghi simbolo della città anche in vista della candidatura di Cassino a Capitale Italiana della Cultura 2029. Un’apertura istituzionale che trova specchio nell’impegno di associazioni come Dike (con Walter Bianchi) e Città Futura (con Patrizia Monti), da sempre in prima linea nel dare voce ai giovani del centro.

Il progetto ci restituisce una lezione fondamentale, stando alla quale i confini della diversità svaniscono quando lo spazio urbano viene condiviso e vissuto come un’opportunità di arricchimento reciproco. Lo sguardoluminoso, da noi colto in quella sala Restagno, di quei giovani del CentroDiurno — che hanno immortalato panchine, scorci, monumenti e angoli di vita quotidiana di Cassino — ci insegna e ci spinge a guardare la nostra città con occhi nuovi.

Il calendario da loro realizzato per il 2027 non è soltanto un oggetto da sfogliare, ma una mappa emotiva e culturale di Cassino. È il segno tangibile che la memoria non serve a cristallizzare il tempo, ma a illuminare il presente con consapevolezza, responsabilità e un profondo senso di appartenenza. Un modello prezioso di rete sociale in cui la città appartiene davvero a tutti coloro che la scelgono, la vivono e la amano ogni giorno.

 

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