Discarica di Roccasecca, Migliorelli: «Sbaglia la Regione Lazio. Il futuro del ciclo dei rifiuti non può essere ancora affidato alle discariche»

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Domenico Panetta
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Roccasecca – Una presa di posizione netta e una dura critica alla linea adottata dalla Pisana: sulla riapertura del sito di Roccasecca interviene Migliorelli segretario provinciale Partito Democratico, contestando con decisione le ultime scelte della Regione Lazio in materia di pianificazione e gestione dei rifiuti.

«Sbaglia la Regione Lazio nell’autorizzare la riapertura della discarica di Roccasecca e sbaglia nell’individuare, nel prossimo Piano regionale dei rifiuti, questo sito come una struttura destinata a servire, di fatto, le esigenze dell’intero territorio regionale», dichiara Migliorelli. «Una prospettiva che riteniamo inaccettabile, tanto più per una comunità e per un’area del Lazio meridionale che da molti anni sostengono un carico ambientale enorme».

Le ragioni del “no” non si fermano tuttavia alla sola difesa del territorio, ma investono l’intero impianto strategico della gestione dei rifiuti a livello regionale e comunitario.

«La nostra contrarietà riguarda il modello di gestione dei rifiuti che vogliamo costruire per il futuro», prosegue. «La normativa europea indica una direzione precisa: dal 2030 sono previste restrizioni al conferimento in discarica dei rifiuti, mentre l’obiettivo fissato per il 2035 è ridurre al 10% o meno la quota di rifiuti urbani collocati in discarica. È una prospettiva che impone alle istituzioni di investire nel recupero di materia e di energia, superando progressivamente la dipendenza dallo smaltimento finale».

A supporto di questa visione vengono citati i risultati concreti ottenuti sul campo dalla SAF (Società Ambiente Frosinone), l’azienda pubblica che gestisce i rifiuti della provincia.

«In questa direzione si collocano anche i risultati della SAF. Secondo i dati diffusi nelle scorse settimane, la società ha assicurato per venti mesi consecutivi — comprendenti tutto il 2025 e i primi otto mesi del 2026 — il recupero di materia o di energia dei rifiuti trattati, senza alcun conferimento in discarica. È un dato concreto, che dimostra come anche nel nostro territorio sia possibile sviluppare un modello diverso, fondato sull’innovazione impiantistica e sulla valorizzazione degli scarti di lavorazione».

Di fronte a questi indicatori virtuosi, la decisione della Regione appare come un corto circuito logico e gestionale.

«Il paradosso è evidente: mentre numerosi Comuni della provincia hanno raggiunto percentuali di raccolta differenziata superiori al 70% e la società pubblica che gestisce il trattamento dei rifiuti urbani del territorio ha dimostrato di poter operare senza ricorrere alla discarica, la Regione sceglie la riapertura di un impianto che rischia di essere utilizzato per rispondere alle esigenze di altri territori».

Da qui la richiesta formale di un ripensamento immediato: «Chiediamo pertanto alla Regione Lazio e a tutti gli enti competenti di fermarsi e di approfondire le ragioni di questa scelta, valutando attentamente le alternative disponibili e la coerenza dell’autorizzazione con gli obiettivi di evoluzione del sistema regionale dei rifiuti».

«Il territorio di Roccasecca e il sud della provincia di Frosinone hanno già contribuito per troppi anni alla gestione di un problema che travalicava i confini locali», conclude Migliorelli. «Oggi devono poter guardare a una prospettiva diversa: quella di un territorio da valorizzare, capace di contribuire alla transizione verso un’economia circolare, e non di un’area alla quale continuare a chiedere nuovi sacrifici».

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