Referendum Giustizia, il PD infiamma Latina. Grossi: «Un entusiasmo che difende la Costituzione»

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Domenico Panetta
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di Domenico Panetta 
LATINA
– La campagna nazionale del Partito Democratico per il “No” al Referendum sulla Giustizia fa tappa nel Lazio e segna un punto importante in termini di partecipazione e contenuti. L’appuntamento di ieri a Latina ha visto una risposta della cittadinanza che gli organizzatori non hanno esitato a definire “straordinaria”.

A commentare l’esito della giornata è Danilo Grossi, esponente della Direzione Nazionale del PD, che sottolinea come il segnale arrivato dal territorio sia più forte di qualsiasi dato statistico: «Sala esaurita, gente rimasta fuori dal teatro, un entusiasmo crescente che racconta meglio di ogni sondaggio il bisogno di difendere la nostra Carta fondamentale».

Sul palco, insieme alla segretaria nazionale Elly Schlein, è intervenuto anche il magistrato e scrittore Gianrico Carofiglio. Un parterre di alto profilo che ha permesso di affrontare i tecnicismi della riforma attraverso una riflessione “lontana dalla propaganda”.

Secondo Grossi, il merito della questione è centrale: il referendum tocca pilastri come l’indipendenza della magistratura e la separazione delle carriere. «Il nostro No non è ostruzionismo, ma una scelta fondata su ragioni precise», ha ribadito l’esponente dem, avvertendo che l’equilibrio tra i poteri dello Stato non può essere svuotato da strumenti che rischiano di scadere nella demagogia.

Per il Partito Democratico, la strada per una giustizia efficiente non passa attraverso la modifica dei contrappesi istituzionali previsti dalla Costituzione, ma attraverso investimenti strutturali:

• Indipendenza della magistratura: Da preservare come garanzia per tutti i cittadini.

• Risorse e Personale: La necessità di investire seriamente nel sistema giudiziario.

• Digitalizzazione: Rendere la giustizia più veloce senza indebolire le tutele processuali.

Il successo della tappa laziale rappresenta solo l’inizio di una mobilitazione che si preannuncia capillare. La strategia del PD è chiara: uscire dai palazzi e tornare nelle piazze.

«La campagna non si ferma qua», conclude Grossi. «Il Lazio sta rispondendo in modo inequivocabile. Saremo in ogni teatro e in ogni piazza per spiegare che la Costituzione si difende con il confronto democratico trasparente, non con riforme che ne minano le fondamenta».

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