Elly Schlein e un PD che ha smesso di avere paura di sé stesso

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Domenico Panetta
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Politica – «Siamo pronti a costruire il programma dell’alternativa, e le primarie non ci spaventano». È questo il messaggio chiaro ed energetico emerso dall’ultima Assemblea nazionale del Partito Democratico alla Nuvola di Fuksas, dove la presenza di tantissimi delegati — tra cui il membro della Direzione nazionale Danilo Grossi, i membri dell’Assemblea Umberto Zimarri, Emanuela Piroli e Nazzareno Pilozzi, e il segretario della Federazione PD di Frosinone Achille Migliorelli — ha testimoniato la solidità di una nuova stagione politica.

I pronostici iniziali davano la segreteria di Elly Schlein come un “incidente di percorso”, destinato a durare appena sei mesi prima di venire travolto da correnti, scissioni e tornate elettorali. Oggi, a distanza di tre anni e mezzo, il PD compie un passo mai avvenuto nei suoi diciannove anni di storia, prorogando il mandato della segretaria fino a dopo le elezioni politiche. Una stabilità conquistata sul campo e spinta dai risultati, passati dal 19% delle politiche 2022 a oltre il 24% delle europee 2024, fino alla vittoria del referendum costituzionale e alla guida di una coalizione oggi stabilmente in testa ai sondaggi.

Il vero senso dell’Assemblea si è visto però nella scelta di chi ha preso la parola per primo: non i soliti rituali di partito, ma le storie vere dell’Italia che soffre. Hanno parlato gli olivicoltori pugliesi, penalizzati da prezzi di mercato che svalutano un raccolto record; la rappresentante degli studenti medi, che rivendica il diritto a scuole sicure e a un futuro certo; e l’autotrasportatore della Locride, che affronta ogni mattina il paradosso di un pieno di gasolio che costa più di quanto renda l’intero viaggio. È il ritratto chiaro del ceto medio che scivola verso il basso, del Mezzogiorno dimenticato e di un Paese che lavora sodo ma scopre che la fatica non basta più.

Mentre il governo sceglie di affrontare le tensioni sociali unicamente come problema di ordine pubblico, accumulando Decreti Sicurezza invece di risolvere i problemi reali, il PD traccia una linea netta: la violenza si condanna sempre e senza ambiguità, ma l’ingiustizia si ripara stando dalla parte delle persone.

C’era una volta una destra che si definiva “sociale”, ma alla prova dei fatti ha lasciato il Paese in ginocchio. Forti con i deboli e deboli con i forti, come dimostra la loro storia da sempre. Il 6 ottobre a Strasburgo, Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno votato contro la tassazione degli extraprofitti delle grandi compagnie petrolifere, mentre la Lega si asteneva. In questo modo, mentre gli autotrasportatori pagano il carburante a prezzi mai visti, chi specula e accumula profitti record viene sistematicamente protetto dal governo.

La visione consegnata da Elly Schlein è quella di un Paese in cui una casa, un salario dignitoso, la sanità pubblica e un’istruzione di qualità tornino a essere diritti garantiti per tutti, non privilegi legati al reddito o al luogo di nascita. Libero dalla dipendenza energetica attraverso una transizione ecologica giusta, il PD dimostra di aver ritrovato il suo ruolo naturale: stare tra la gente, curare le ferite sociali e guidare l’alternativa per il governo del Paese.

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