San Giorgio a Liri – Dignità e Trasparenza: le ragioni di una scelta e il silenzio assordante sul Caso Remat

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Domenico Panetta
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I consiglieri Maria Fargnoli , Francescoantonio Della Rosa e Achille Migliorelli spiegano in un incontro pubblico le ragioni delle dimissioni. Accuse pesanti al Sindaco: «Gestione autoritaria e opaca». Tuttavia, manca ancora un tassello fondamentale nel racconto della crisi. Il caso Remat.

Di Domenico Panetta 

San Giorgio a Liri  – Non è stato un addio silenzioso quello di Maria Fargnoli, Francescoantonio Della Rosa  e Achille Migliorelli. Le dimissioni dei tre esponenti della maggioranza hanno ufficialmente aperto la crisi politica a San Giorgio a Liri, trasformandosi in un atto d’accusa frontale contro l’ex Primo Cittadino Francesco Lavalle. Durante un partecipato incontro pubblico, i tre hanno rivendicato la propria scelta come un atto di “dignità e responsabilità”, dipingendo un quadro amministrativo fatto di tensioni, mancate risposte, ma vige ancora  un’ombra che continua a pesare sul dibattito: l’assenza di chiarezza  da parte dei tre consiglieri sul caso Remat messo in evidenza dalla nostra redazione la settimana scorsa. 

Secondo quanto dichiarato dai dimissionari, l’esperienza amministrativa si sarebbe trasformata in un percorso a senso unico. «Abbiamo assistito al progressivo svuotamento del ruolo del Consiglio e della Giunta», spiegano in una nota congiunta. L’accusa è quella di essere stati considerati non come una squadra di governo, ma come “meri numeri” necessari esclusivamente alla sopravvivenza della poltrona del Sindaco.

Il clima descritto è quello di una gestione verticistica, culminata nella frase che avrebbe siglato la rottura definitiva: «Io sono il Sindaco e decido io, se non vi sta bene quella è la porta». Un “invito” che i tre hanno raccolto, decidendo di varcare quella porta per coerenza politica.

In un comunicato stampa i  tre ex amministratori sollevano questioni concrete che hanno alimentato il malcontento. Gestione del personale: Viene denunciata una discrepanza tra “carriere interne accelerate in tempi record” e la mancata regolarizzazione di chi si occupa della pulizia e del decoro del paese. Assenza di dialogo: Un muro contro muro costante, dove le soluzioni proposte dal gruppo sarebbero state ignorate a favore di logiche di potere personali. Opacità amministrativa: Molti progetti strategici sarebbero rimasti al palo, sostituiti da un’agenda politica “parallela” mai condivisa.

Nonostante la durezza dei toni e la volontà di fare trasparenza, tra le righe delle motivazioni presentate emerge un’omissione che non è sfuggita agli osservatori più attenti. Se da un lato si parla di “bisogno di verità”, dall’altro non è stata fatta luce sul caso Remat, una vicenda che resta sullo sfondo della crisi ma che non ha trovato spazio nelle spiegazioni ufficiali fornite alla cittadinanza. Perché questo silenzio? È un capitolo ancora da scrivere o una ferita troppo aperta per essere discussa pubblicamente?

Nonostante la durezza dello scontro, Fargnoli, Della Rosa  e Migliorelli  guardano al futuro. Le dimissioni vengono descritte non come un disimpegno, ma come l’inizio di una “riflessione partecipata” per costruire un’alternativa. «San Giorgio merita di più», concludono, chiamando a raccolta i cittadini per voltare pagina.

La palla passa ora all’ex Sindaco Lavalle, chiamato a rispondere non solo alle accuse di autoritarismo, ma anche a colmare quei vuoti informativi — Remat in primis — che i cittadini chiedono a gran voce di comprendere.

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