- Cassino, la consigliera Petrillo: «Approvato all’unanimità il regolamento De.Co. per la tutela di tipicità e tradizioni» - 23 Ottobre 2026; 13:00
- Cassino, gli studenti manifestano contro il carovita: «Non vogliamo restare in silenzio» - 23 Ottobre 2026; 09:00
- San Donato Val di Comino celebra “Il Gusto dell’Autunno”: il 24 e 25 ottobre due giorni di sapori, musica e tradizione - 22 Ottobre 2026; 20:15
Il componente della Direzione Nazionale del Partito Democratico commenta l’audizione dell’AD Filosa: «Meno di 30 giorni di lavoro in sei mesi. Un dato drammatico per il territorio, servono risposte vere e non rinvii».
Cassino — Le recenti comunicazioni verticistiche di Stellantis non bastano a rassicurare il territorio del basso Lazio. Nonostante i primi spiragli di dialogo emersi durante l’audizione dell’Amministratore Delegato Antonio Filosa davanti alle Commissioni riunite Attività Produttive della Camera e Industria del Senato, il Partito Democratico mantiene alta la guardia, definendo la situazione dello stabilimento di Cassino ancora avvolta da “troppe ombre”.
A farsi portavoce della preoccupazione di lavoratori e famiglie è Danilo Grossi, esponente della Direzione Nazionale del PD, che fotografa una realtà industriale giunta ormai a livelli di massima allerta.

I numeri della crisi: «Nemmeno 30 giorni di lavoro in sei mesi». Il fulcro della critica di Grossi risiede nella distanza tra le strategie di posizionamento del marchio e la realtà produttiva quotidiana. La scelta di fare di Cassino un polo per la fascia del lusso, in tandem con Melfi e Modena, non sta pagando.
«I numeri parlano chiaro: nemmeno 30 giorni di lavoro effettivo in sei mesi dall’inizio dell’anno sono un dato drammatico, che racconta una crisi industriale e sociale che il territorio sente con tutta la sua forza.»

Le parole dell’AD Filosa circa le trattative in corso con due partner industriali per il rilancio del piano Maserati — con un rinvio delle decisioni concrete a dicembre — vengono lette dal PD come l’ennesimo sgonfiamento delle aspettative a lungo termine, che prolunga lo stato di incertezza e il ricorso alla cassa integrazione.
Per l’esponente dem il tempo delle analisi è scaduto e la palla passa ora direttamente a Palazzo Chigi e ai ministeri competenti. Di fronte ai massicci investimenti pubblici e ai contributi statali ricevuti dal gruppo automobilistico nel corso degli ultimi decenni, lo Stato ha il dovere di pretendere garanzie.

Non basta più prendere semplicemente atto delle parole dei vertici aziendali; serve un’iniziativa politica forte e immediata da parte dell’Esecutivo che fino ad oggi è mancata. L’obiettivo deve essere quello di blindare un futuro produttivo certo per lo stabilimento e, di conseguenza, per l’intero comparto dell’indotto locale che vive in simbiosi con la fabbrica.
La promessa del Partito Democratico è quella di non abbassare il livello di pressione istituzionale e di piazza, con l’obiettivo politico dichiarato di trasformare la vertenza di Cassino in una vera e propria priorità dell’agenda industriale del Paese.
Grossi conclude ricordando l’impegno profuso in questi mesi attraverso manifestazioni, interpellanze parlamentari e un dialogo costante con il territorio e i sindacati. La linea del partito resta intransigente: non ci si accontenterà di annunci e slogan senza tempistiche chiare e investimenti definiti, perché i lavoratori e le famiglie di Cassino meritano risposte concrete e non altri rinvii.






