Villa Comunale di Cassino: riapre una porzione dell’area.

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Cassino Birra 2026

Cassino – Buone notizie per la comunità di Cassino: una porzione della Villa Comunale è stata ufficialmente resa nuovamente fruibile ai cittadini. Grazie alla collaborazione tra il Comune di Cassino, guidato dal Sindaco Enzo Salera, e la Procura Europea (EPPO), è stata formalizzata una rimodulazione del sequestro preventivo che permette di restituire alla cittadinanza un’area precedentemente interdetta.

In foto il Sindaco Dott. Enzo Salera ed il Consigliere comunale Rosario Iemma

La riapertura è il risultato di un lavoro sinergico tra l’amministrazione comunale e il team legale. Il Sindaco Enzo Salera ha espresso soddisfazione per l’esito positivo della vicenda, sottolineando il ruolo cruciale della difesa:

“Il Comune è stato difeso in questa vicenda dall’avvocato Corsetti che, d’accordo con l’amministrazione, ha presentato istanza di dissequestro per l’area in oggetto il 30 giugno. Il 3 luglio abbiamo ricevuto la notifica del dissequestro: finalmente i cittadini potranno tornare a usufruire in piena tranquillità della porzione restituita.”

Il dissequestro parziale e la riapertura sono stati resi possibili grazie a una specifica relazione tecnica redatta dall’Ing. Domenico Greco, dirigente dell’Area Tecnica comunale. Il piano prevede: Accesso esclusivo: L’ingresso per i cittadini sarà consentito esclusivamente da Via G. Di Biasio (identificato come accesso “D”). Misure di sicurezza: Per garantire il rispetto delle esigenze cautelari, verranno installate recinzioni provvisionali metalliche sovrapposte a reti plastificate (simili a quelle da cantiere) in corrispondenza dei due ponti pedonali, che saranno chiusi al passaggio. Cosa sarà fruibile: I cittadini potranno tornare a usufruire del campo polivalente, dei percorsi pedonali lungo le rive del laghetto e delle panchine, trovando così ristoro nelle torride giornate estive.

Il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale (NIPAAF) dei Carabinieri di Frosinone ha confermato che, a fronte di queste misure di delimitazione, non sussistono motivi ostativi alla riapertura di tale area. Il Comune, in qualità di persona offesa e proprietario del bene, ha assicurato l’esecuzione dei lavori di delimitazione a propria cura e spese, confermando la massima disponibilità a collaborare con l’autorità giudiziaria.

La vicenda, che ha visto il coinvolgimento del procedimento penale n. 16/26 R.G.N.R. EPPO, insegna quanto gli allarmismi facciano notizia più della realtà dei fatti. Spesso, la fretta di trarre conclusioni ha alimentato preoccupazioni non necessarie; ora, la certificazione ufficiale dell’autorità giudiziaria mette a tacere le speculazioni e garantisce che la porzione restituita è a totale disposizione dei cittadini, senza arrecare alcun danno alle indagini in corso. È un primo passo che fa bene sperare per il dissequestro completo dell’area. 

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