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Cassino – Buone notizie per la comunità di Cassino: una porzione della Villa Comunale è stata ufficialmente resa nuovamente fruibile ai cittadini. Grazie alla collaborazione tra il Comune di Cassino, guidato dal Sindaco Enzo Salera, e la Procura Europea (EPPO), è stata formalizzata una rimodulazione del sequestro preventivo che permette di restituire alla cittadinanza un’area precedentemente interdetta.

La riapertura è il risultato di un lavoro sinergico tra l’amministrazione comunale e il team legale. Il Sindaco Enzo Salera ha espresso soddisfazione per l’esito positivo della vicenda, sottolineando il ruolo cruciale della difesa:
“Il Comune è stato difeso in questa vicenda dall’avvocato Corsetti che, d’accordo con l’amministrazione, ha presentato istanza di dissequestro per l’area in oggetto il 30 giugno. Il 3 luglio abbiamo ricevuto la notifica del dissequestro: finalmente i cittadini potranno tornare a usufruire in piena tranquillità della porzione restituita.”

Il dissequestro parziale e la riapertura sono stati resi possibili grazie a una specifica relazione tecnica redatta dall’Ing. Domenico Greco, dirigente dell’Area Tecnica comunale. Il piano prevede: Accesso esclusivo: L’ingresso per i cittadini sarà consentito esclusivamente da Via G. Di Biasio (identificato come accesso “D”). Misure di sicurezza: Per garantire il rispetto delle esigenze cautelari, verranno installate recinzioni provvisionali metalliche sovrapposte a reti plastificate (simili a quelle da cantiere) in corrispondenza dei due ponti pedonali, che saranno chiusi al passaggio. Cosa sarà fruibile: I cittadini potranno tornare a usufruire del campo polivalente, dei percorsi pedonali lungo le rive del laghetto e delle panchine, trovando così ristoro nelle torride giornate estive.

Il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale (NIPAAF) dei Carabinieri di Frosinone ha confermato che, a fronte di queste misure di delimitazione, non sussistono motivi ostativi alla riapertura di tale area. Il Comune, in qualità di persona offesa e proprietario del bene, ha assicurato l’esecuzione dei lavori di delimitazione a propria cura e spese, confermando la massima disponibilità a collaborare con l’autorità giudiziaria.
La vicenda, che ha visto il coinvolgimento del procedimento penale n. 16/26 R.G.N.R. EPPO, insegna quanto gli allarmismi facciano notizia più della realtà dei fatti. Spesso, la fretta di trarre conclusioni ha alimentato preoccupazioni non necessarie; ora, la certificazione ufficiale dell’autorità giudiziaria mette a tacere le speculazioni e garantisce che la porzione restituita è a totale disposizione dei cittadini, senza arrecare alcun danno alle indagini in corso. È un primo passo che fa bene sperare per il dissequestro completo dell’area.






