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La Segretaria Maria Carmen Falstaffi lancia l’appello alle amministrazioni locali: “Il lavoro agile non è un favore, ma una tutela necessaria per difendere i salari già erosi dall’inflazione”.
di Domenico Panetta
Frosinone – Una richiesta chiara, urgente e dettata dal buonsenso economico e sociale. La FP CGIL Frosinone Latina scende in campo per chiedere ai Comuni della provincia e all’Amministrazione Provinciale di Frosinone un’estensione decisa dello smart working. L’obiettivo è duplice: proteggere il potere d’acquisto dei dipendenti pubblici, messi a dura prova dal rincaro dei prezzi alla pompa, e ottimizzare i consumi energetici delle sedi istituzionali.

In coerenza con la linea della FP CGIL nazionale e con le direttive europee, il sindacato ha già trasmesso una nota ufficiale agli Enti Locali del territorio. La proposta è semplice: favorire il lavoro agile per tutte quelle attività che non richiedono la presenza fisica obbligatoria in ufficio.
“L’aumento del costo dei carburanti e la pressione sui mercati energetici — dichiara Maria Carmen Falstaffi, Segretaria provinciale FP CGIL Frosinone Latina — stanno scaricando ancora una volta i loro effetti sulle lavoratrici e sui lavoratori pubblici. In una fase come questa, il lavoro agile non può essere letto come un favore, ma come uno strumento concreto di tutela e di responsabilità organizzativa.”
Secondo l’analisi della FP CGIL, incrementare lo smart working porterebbe vantaggi tangibili non solo per i dipendenti, ma per l’intera comunità: Riduzione dei costi per il personale: Meno spostamenti casa-lavoro significano un risparmio diretto su benzina e manutenzione dei veicoli. Sostenibilità ambientale: Diminuzione del traffico veicolare e delle emissioni di CO2. Risparmio energetico per gli Enti: Possibilità di contenere le spese di gestione (riscaldamento, luce, manutenzione) delle sedi pubbliche.

La questione economica si inserisce in un quadro già critico. Falstaffi sottolinea come la categoria arrivi da un rinnovo contrattuale giudicato insoddisfacente dal sindacato, tanto da spingere la sigla a non firmare.
“Lavoratrici e lavoratori arrivano già da un contratto con aumenti insufficienti — prosegue la Segretaria —. Se a salari inadeguati si sommano il caro carburanti e l’aumento del costo della vita, il problema diventa insostenibile, soprattutto negli enti locali. È necessario limitare la presenza in sede ai soli servizi indifferibili.”

La FP CGIL Frosinone Latina conclude chiedendo ai Sindaci e alla Provincia di agire con tempestività. “Difendere il potere d’acquisto di chi lavora nel pubblico — conclude Falstaffi — significa anche difendere la qualità dei servizi resi alle cittadine e ai cittadini”.
Ora la palla passa alle amministrazioni: la sfida è trasformare un’emergenza economica in un’opportunità per modernizzare il lavoro pubblico nel Frusinate.






