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Calcio – L’importante non è partecipare ma vincere, recitava qualcuno: il Napoli lo ha fatto suo, incorniciando una vittoria che sa di rivincita e di conferma. Una partita giocata all’attacco, senza concedere nulla agli attaccanti avversari e con il cuore in campo fino all’ultimo secondo. Meret resta senza voto, invisibile tra i protagonisti della serata: nessuno riesce a impensierirlo davvero. Dall’altra parte del campo, Politano semina panico come solo lui sa fare su quella fascia, ma il gol resta nascosto fino al time.

Pisacane schiera la sua squadra con una certa prudenza rispetto alla gara interna contro la Fiorentina: coprirsi di più, ma senza rinunciare all’idea di pressing alto. In attacco si vede solo Sebastiano Esposito, supportato da Folorunsho a centrocampo, e c’è la panchina pronta a scattare per Borrelli. In mezzo al campo Adopo, Prati e Deiola confermati, mentre Zappa resta sulla fascia destra. Sulla sinistra, senza Zortea passato al Bologna, debutta Palestra, arrivato dall’Atalanta. Davanti a Caprile (portiere avversario) la line-up ospite sfoggia il consueto Trio di difesa formato da Mina, Luperto e Obert: una gabbia compatta che controlla gli spazi, ma non spezza l’onda d’urto napoletana.
Al 17’ è Napoli ad andare vicino al gol: un cross morbido di Spinazzola spinge Lucca a provarsi in una spaccata volante sul secondo palo, ma la deviazione non arriva per un soffio e il pericolo scampa in corner. Al 38’ De Bruyne prova la rete dal limite, Stop e destro secco ma fuori misura; al 42’ Lucca prova la girata rasoterra dalla distanza: Caprile si distende e respinge in due tempi. Al 44’ McTominay trova spazio in area, si gira in fretta saltando Luperto e sferra un tiro potente sul primo palo: Caprile si riverbera e respinge in corner. Finisce 0-0 il primo tempo, con la sensazione che la partita possa esplodere da un momento all’altro.

La ripresa inizia con una scossa: al 59’ Spinazzola, esterno napoletano, punta Luvumbo in area e calcia secco sul primo palo. Caprile risponde presente deviando in corner: l’assedio prosegue, l’inerzia è tutta azzurra. Al 60’ Politano svirgola col sinistro in girata, ha una seconda chance col destro ma trova solo l’esterno della rete. È un assedio azzurro che fa tremare la difesa avversaria, ma la palla non vuole entrare. Al 68’ ancora Politano, l’esterno azzurro ruba palla a Folorunsho, entra in area dalla destra e calcia a giro col mancino: la palla sfiora l’incrocio dei pali, Caprile resta immobile.
Il tempo scorre, la tensione cresce. Al 92’ Lang pesca McTominay in contropiede: rigore in movimento, destro secco ma la palla finisce tra le braccia di Caprile, che salva il risultato in extremis. E qui, come in una sinfonia studiata nei dettagli, arriva l’urlo finale: all’ultimo respiro Anguissa scocca il piattone su servizio rasoterra di Buongiorno dalla sinistra. Caprile non può nulla: la palla si infila basso, alle sue spalle, e la curva del Maradona esplode in un boato che pare sospendere il tempo. È 1-0, è festa.

Il Napoli c’è, il Napoli vuole riconfermarsi, il Napoli vuole dettare il gioco, il Napoli vuole vincere. È stata una partita di contenimento e di esplosione, di palleggi ad alta intensità e di ripartenze guidate da un reparto offensivo determinato a non dare respiro all’avversario. Meret invisibile tra i pali, Politano in trans agonistico, Lucca pronto a rubare spazi e Anguissa freddo sotto la mancanza di lucidità altrui: una squadra che ha saputo tenere alto il ritmo dall’inizio alla fine, senza scampo per chi ha osato sfidare la loro fame di successo.
Una vittoria che arriva all’ultimo respiro, ma che sa di continuità. Il Napoli si prende tre punti preziosi e, soprattutto, rinforza la sua identità: attaccare, pressare, credere. E in una cornice di tifo che non concede respiro, si chiude il sipario su una serata che resterà impressa nei ricordi: il Napoli vince all’ultimo respiro, e lo fa per ribadire a sé stesso che la strada è quella giusta. Il Maradona applaude, i giocatori sorridono: domani è tempo di guardare avanti, ma questa vittoria resterà come una firma incisa nel cuore della città.







